Gli amaretti di Gallarate

Scritto il 17/12/2020


La dimensione eclettica e poliedrica della Cultura si esprime attraverso la valorizzazione di ogni aspetto importante per ricostruire le tradizioni di una comunità e contribuire alla ricostruzione e al mantenimento della memoria storica di un popolo. In questo senso l'approfondimento sulla tradizione dell'Amaretto di Gallarate sviluppato da Club Papillon del Varesotto rappresenta un contributo significativo per la riscoperta della cultura popolare attraverso il gusto. L'Assessore alla Cultura Avv. Massimo Palazzi

Gli Amaretti di Gallarate sono il dolce tipico e tradizionale della Città. Gallarate, nota in passato esclusivamente per la sua fiorente industria tessile e manifatturiera (era definita su libri di testo la “Manchester d’Italia”), oggi è conosciuta – e si può ben dire – in tutto il mondo, per un prodotto dolciario.

L’Amaretto di Gallarate è innanzitutto un dolce prodotto artigianalmente, perché il suo particolare aspetto e la sua forma sono dovuti all’intervento manuale dell’artigiano pasticcere che, prima dell’infornata,  pizzica”, con i polpastrelli delle dita la soffice crosta dei singoli amaretti che hanno riposato sulla teglia almeno per una notte. La loro origine, come spesso accade per tali prodotti, è un misto di storia e leggenda. Il dato su cui tutti concordano è che l’inventore fu tal Furlandoni, tanto che per molto tempo gli amaretti furono chiamati proprio “Furlandoni”. Siamo all’inizio del secolo scorso, negli anni della Grande Guerra. La leggenda vuole che il pasticcere Furlandoni preparò un impasto a base di mandorle e albumi e lo suddivise in piccole parti prima di infornarlo. Ma poi, preso da altre faccende, lasciò sul banco di lavoro le teglie incustodite. Al mattino dopo il Furlandoni trovò i suoi dolcetti schiacciati e deformati e un gatto con le zampe sporche di impasto!

La forma è effettivamente la caratteristica che distingue quelli di Gallarate dai tanti altri dolci con lo stesso nome. Alla vista, con la loro forma tendenzialmente ovale, colpiscono per la crosta esterna che presenta piccole parti lisce non omogenee e tra loro separate, a ricordare quasi il guscio di una tartaruga.

Il profumo è quello dolce/amarognolo dei prodotti a base di mandorle. La croccantezza esterna contrasta la morbidezza dell’interno, quasi “umido” e trasparente. Questo contrasto tra croccante e morbido è ciò che lo contraddistingue da tutti gli altri amaretti. Al gusto riscontriamo un secondo contrasto: il dolce dello zucchero e delle mandorle con l’amarognolo derivante dalla presenza di armelline (il seme edibile di pesca e albicocca). Questo mix perfetto è l’altra caratteristica che conferisce unicità ai nostri “Furlandoni”. Oltre alle mandorle e alle armelline, troviamo solo zucchero, albume d’uovo e lo zucchero a velo per la presentazione finale. Nient’altro.

A partire dal 2005, l’Amministrazione Comunale di Gallarate (Delibera Giunta Comunale n. 376 del 24 ottobre 2005) ha riconosciuto gli Amaretti di Gallarate quale prodotto De.Co. (Denominazione Comunale).

La De.Co. non è un marchio di qualità ma una certificazione semplice, ottenibile da una delibera che non richiede iter burocratici complessi né disciplinari di produzione, ma solo l’atto di responsabilità di un Sindaco e della sua Giunta, di garantire la provenienza del/i prodotto/i dalla propria terra e di attribuirne, incontestabilmente, l’identità.  Le De.Co, fortemente volute da Luigi Veronelli, gastronomo e scrittore, sono state introdotte dalla Legge n. 142 dell’8 giugno 1990 che consente ai Comuni la facoltà di disciplinare in materia di valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali.

A cura del Club di Papillon del Varesotto*

 

*Il Club di Papillon è un’associazione nazionale che ha come finalità la riscoperta dell’originalità di una cultura popolare attraverso il gusto. Fondato ad Alessandria il 19 giugno del 1992 dal critico enogastronomico Paolo Massobrio, il Club è oggi un movimento di consumatori con oltre 6.000 soci e 50 gruppi dislocati nelle principali regioni italiane. Il Club di Papillon del Varesotto (varesotto@clubpapillon.it), è nato nel febbraio 2002 ed è stata la prima sede locale del Club ufficialmente registrata in Italia. In questi anni ha organizzato eventi di vario genere (corsi, degustazioni, “Giornate di Resistenza”, talk show) aventi a tema la cultura del gusto e la valorizzazione del territorio. A partire dal 2004 si è attivato per l’istituzione della De.Co. per gli Amaretti di Gallarate organizzando, tra l’altro, con l’Amministrazione Comunale, un talk show con Paolo Massobrio e Bruno Lauzi, il 30 ottobre 2004, nell’ambito della V^ Edizione di “Duemilalibri”.